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Arrivo tardi, lo so, scusate. Ma questo post sui libri di Haloween dovevo proprio scriverlo.
Chi mi conosce personalmente o solo mi segue da un po’, sa quanto io sia legata a questa festa.
Ed ogni anno mi trovo a dover giustificare la mia straripante voglia di festeggiarla.

I miei riti di Halloween sono due, basically: il primo, tornare a Palermo. Prendo un aereo e vado giù giusto un paio di giorni. Rivedo la mia famiglia, mangio cibo siciliano e vado al cimitero. Il secondo rito è quello di scegliere qualche libro a tema per creare l’atmosfera.

I miei libri di Halloween quest’anno non sono stati molti, purtroppo. Ma ho deciso ugualmente di parlarvene e di spiegarvi anche perché amo così tanto questa festa.

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Perché festeggiare Halloween?

Halloween, è vero, ha un nome straniero, ma è una festa antichissima e profondamente radicata nella nostra cultura. Probabilmente di origine celtica, ha avuto degli equivalenti nella cultura pagana latina ed è poi stata soppiantata, per volere della Chiesa, dalle feste di Ognissanti e dei Morti – rispettivamente il primo e il due novembre.

Il termine tecnico è sincretismo: quando una tradizione di una cultura o una religione precedente sopravvive in quella attuale. Così è stato per Halloween. In tutta Europa – e quindi anche in Italia – Halloween ha antenati antichissimi, feste di celebrazione dei morti, e della morte.

Ha radici antichissime ed europeissime, è vero. Ma anche se così non fosse, anche se si trattasse, così come sostengono molti, di una festa americana, perché dovremmo non celebrarla? Questo purismo nazionalistico e vagamente fascista che prende sempre più piede mi spaventa a morte – molto più delle zucche di Halloween…

E’ una festa bellissima, a mio avviso, per due motivi apparentemente contrari.
Innanzi tutto per la solennità, per il ricordo dei morti, per la loro celebrazione. E poi perché esorcizza la morte, ci scherza su. Così troviamo insieme la tristezza del ricordo e l’allegria della festa.

Personalmente adoro andare al cimitero per celebrare Halloween. Vado sulla tomba di mio nonno, un nonno che non ho quasi conosciuto – ero molto piccola quando è morto – e pulisco il marmo, riempio i vasi coi fiori. Non gli dico niente, non prego, sono atea, non credo in quel genere di cose. Ma credo nella corrispondenza d’amorosi sensi, così come la chiamò Ugo Foscolo: quel rito serve a me, non certo al mio nonno morto trent’anni fa.
Al cimitero ci vado sempre con la mia maglietta di Halloween: ho una grossa zucca a forma di cuore su una tetta, a comporre la scritta I love Halloween.

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I miei libri di Halloween

E ogni anno scelgo dei libri. Quest’anno ho iniziato il mese di ottobre con La notte della rabbia di Roberto Ricciardi edito Einaudi, di cui vi ho già parlato in questo post. Ovviamente questa non è stata una lettura di Halloween: sono stata coinvolta da Giulia di Chez Giulia in un blog tour per la promozione del libro – per tutti i dettagli, andate al post dedicato, lì vi racconto in lungo e in largo di questo bel libro.

I libri di Halloween veri e propri sono arrivati dopo: ho iniziato con L’albergo stregato di Wilkie Collins, un thriller con qualche tocco di macabro ambientato a cavallo fra l’Inghilterra e Venezia.

Ho poi continuato con Il cimitero dei folli di Ray Bradbury, lettura molto bella e complessa, sulla quale, purtroppo, mi ero un po’ ingannata: la trama mi ha subito coinvolta con un “Notte di Halloween, anno 1954.” ma in realtà Halloween è solo l’incipit della storia e non il protagonista.

A letture di Halloween già avviate ho scoperto un  genere teatrale molto interessante, il Grand Guignol, teatro dell’orrore e del macabro sviluppatosi a Parigi nei primi anni del Novecento. Le notizie attorno al Grand Guignol mi hanno subito intrigata e per questo mi sono lanciata nella lettura di The system of Doctor Goudron & Professor Plume di André de Lorde, tratto da un racconto di Egar Allan Poe. Del Grand Guignol e di André de Lorde vi parlo in questo video.

E proprio col caro Edgar ho concluso le mie letture di Halloween: I delitti della rue Morgue e Il pozzo e il pendolo.

Anche quest’anno è andata. Prossima tappa: Natale.


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