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E’ lunedì 8 gennaio e non posso esimermi dal parlarvi dei miei buoni propositi.

Vi risparmierò tutti gli è un nuovo inizio, cambia la tua vita e volemose bene del caso, ma vorrei davvero fare una riflessione sull’anno appena trascorso e sulle mie letture. E vorrei tanto che mi deste una vostra opinione, soprattutto se siete anche voi bookblogger e leggere non è solo una passione ma è anche ciò che nutre e tiene vivo il vostro blog.

Se devo fare un bilancio dell’anno appena trascorso non posso non deprimermi e sentire un vago senso di tempo perduto a rincorrere il vento, come diceva il buon De Andrè: ho la sensazione di aver letto male e soprattutto per le ragioni sbagliate.

Mi sono sentita spinta a leggere libri che non mi interessavano per amore di cronaca, per rendere il blog quanto più utile e attendibile per voi che lo leggete: la mia passione è la letteratura del passato, questo credo sia chiaro a tutti, ma a volte mi sono fermata a pensare quanto potesse essere utile o interessante per voi leggere solo di autori morti e stramorti. Così mi sono concessa letture che oltre che contemporanee fossero sulla bocca di tutti o quasi, giusto per non sentirmi tagliata fuori come blogger.

Questo mi ha portato a occupare il mio tempo di lettrice e di blogger con libri che, altrimenti, non avrei mai scelto. I buoni propositi di quest’anno mirano ad invertire questa tendenza: voglio che il blog sia vivo, letto e frequentato, ma non voglio mai più ritrovarmi a leggere Rupi Kaur – per dirne una…



Progettare senza pianificare

Una ragazza, qualche giorno fa, su Instagram mi scriveva non potrei mai pianificare le mie letture perché di solito le mie scelte sono molto umorali. Lo capisco, sono anch’io così – e ne è dimostrazione il fatto che, finché ho provato a portare avanti delle liste to be read ho quasi sempre fallito!

Il primo dei miei buoni propositi: l’idea che ho in mente e che credo possa conciliare le ragioni del cuore e le ragioni del blog è quella di progettare, non di pianificare.

Non starò lì a scrivere una lista dei libri che vorrei leggere nel 2018, non avrebbe senso.
Ma voglio che le mie letture di questo nuovo anno siano parte di un progetto: come probabilmente saprete se mi seguite qui sul blog o sui social mi sono da poco iscritta all’università per conseguire la laurea magistrale in Letterature straniere, quindi va da sé che buona parte delle mie letture di quest’anno rientreranno nel super-progetto-laurea. Ma aldilà dei miei studi vorrei affrontare le mie letture come se fossero un processo formativo parallelo: voglio riscoprire la capacità che ha la letteratura di formare, di accrescere, di migliorare le persone.

buoni propositi
– Photo by Hope House Press on Unsplash

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I libri che fanno sospirare

Il secondo dei buoni propositi: tornare ai libri che fanno sospirare.

Ho concluso il 2017 scontenta, decisa a rileggere Il buio oltre la siepe se non avessi trovato un’alternativa. Avevo bisogno di quella sensazione, di quell’innamoramento che ti prende quando leggi un libro bello, ispirante, profondissimo.

E allora mi sono rivolta a Steinbeck.

Avevo in casa, da un po’ di tempo L’inverno del nostro scontento. Era lì sullo scaffale ormai da un po’ di mesi e l’ho preso, l’ho aperto, memore della bellezza che è stato leggere il suo La luna è tramontata.

Da Steinbeck poi è venuto tutto, il progetto si è delineato: voglio iniziare il 2018 conoscendo meglio gli autori americani. Per adesso del passato – abbiate pazienza, è il mio habitat – per i contemporanei vedremo più in là.

La prossima settimana vi mostrerò un po’ di acquisti che ho fatto in questi giorni e che mi aiuteranno a portare avanti questo mio progetto.

buoni propositi
– Photo by Brooke Lark on Unsplash

 

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Dare un senso al blogging

Scrivere per scrivere senza saper di scrivere, parafrasando Pirandello. Non mi va più.

Il compito di chi scrive per passione e non per mestiere è arduo perché deve continuamente scendere a compromessi fra ciò che gli chiede la sua testa e ciò che gli chiede il pubblico. Sarebbe ipocrita dire che scrivo per amor dei libri e non per conquistare il pubblico perché se sono qua sul web, in uno spazio accessibile a tutti è perché vorrei che qualcuno mi leggesse. Se fosse solo per amore dei libri, me li commenterei fra me e me.

Ma non devo perdere di vista la questione del per passione.

Il tempo che dedico al blog è il mio tempo libero, i ritagli, il weekend e non posso, davvero non posso più buttare via il mio tempo a leggere robaccia inviata in serie dalle case editrici – senza ingratitudine: ho collaborato con case editrici che mi hanno fatto scoprire libri bellissimi ma anche con case editrici che spacciano per libri olezzante ciarpame.

Se amaranthinemess.it deve avere un senso e uno scopo, dev’essere quello di far conoscere la letteratura, farla conoscere profondamente, per farla apprezzare.

Quindi, fra questi buoni propositi c’è quello di rendere amaranthinemess.it il luogo in cui porto avanti il mio progetto di studio costante della letteratura e di ciò che ci sta intorno: questo non significa che scriverò solo di cose barbose e riflessive, i post sui segnalibri e tutti gli altri inutilissimi oggetti di cui amo circondarmi li avrete sempre, ma quando vi parlerò di libri ve ne parlerò cercando di dare un senso non solo al singolo post ma un senso più ampio e organico a tutto il blog.

buoni propositi
– Photo by Lauren Mancke on Unsplash

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3 thoughts on “Bilanci e buoni propositi | Essere blogger peggiora la qualità delle mie letture?”

  1. Io invece per seguire il mio blog ho trascurato molto la lettura ma dovrei ritornare a leggere un libro a settimana come ho fatto per anni!

  2. Mi ha attirato la domanda centrale della tua riflessione. Ho abbandonato gradualmente quella forte tentazione (perché è anche questo) di leggere le nuove uscite, rincorrere le preferenze dei più. Proprio come hai ben esposto, ho capito anch’io che parlare di libri può essere interessante e utile per tutti anche se le scelte di lettura sono dettate da interessi diversi e non dai lanci editoriali. Credo sia una decisione che può segnare una cesura, ma soprattutto può arricchire e aumentare la nostra soddisfazione. Il rovescio della medaglia, per me, è che essere blogger ha migliorato la mia capacità critica rispetto alle letture e penso che, inevitabilmente, la abbia anche migliorata.
    Mi sono dilungata molto, ma mi ha fatto davvero piacere leggere il tuo post: l’ho trovato di grande ispirazione.

  3. Purtroppo spesso l’olezzante ciarpame è spacciato non solo per libro, ma addirittura per capolavoro, e non solo da parte delle case editrici (in questo caso lo giustificherei perché è il loro lavoro), ma da una vasta schiera di blogger e giornalisti che vi gravitano intorno e svendono la propria presunta professionalità in cambio di un libro omaggio o di un retweet.
    Se ci si lascia troppo condizionare dagli altri si rischia – talvolta anche in buona fede – di peggiorare la qualità delle proprie letture, credo sia necessario mantenere una buona dose di solitudine e indipendenza.

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