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Ognuno di noi, a livello personale, fa un uso più o meno intensivo di Facebook – personalmente lo utilizzavo moltissimo fino a qualche anno fa, adesso me ne dimentico per giorni.

A livello professionale o semi-professionale – come nel caso di noi blogger che lavoriamo come professionisti ma lo facciamo per hobby, che pazzerelli! – la cosa è un po’ diversa: per cercare di portare i contenuti del blog all’attenzione di più gente possibile lavoro moltissimo con Facebook, anche investendo dei soldi nelle sponsorizzazioni e cercando di mantenere sempre viva la piccola community che si raccoglie attorno alla pagina di amaranthinemess.it su Facebook.

E’ una faticaccia, ve lo dico.
Ho speso tantissimo tempo a correggere il tiro delle cose che pubblicavo sulla pagina, è un continuo lavoro in progress, è necessario imparare a capire ogni minima variazione e agire di conseguenza.

Così ho fatto citazioni, contest, lotterie, e chi più ne ha più ne metta per attrarre pubblico sulla mia pagina e per cercare poi di dire ehi avete presente quella simpatica babbiona che vi propina meravigliose citazioni assolutamente inspiring? Ecco, scrive di libri, fate un salto sul sul blog!

Tutto più o meno bene – faticoso, ma bene – finché Facebook non decide di cambiare ancora una volta l’algoritmo. E da lì in poi, l’apocalisse.

 

– TEMPO DI LETTURA 4 MINUTI –

 

Cos’è l’algoritmo di Facebook

L’algoritmo di Facebook è uno strumento del demonio con zui Mark Zuckerberg decide cosa noi tutti vediamo o non vediamo sulla nostre bacheche Facebook.

Facebook è un gigantesco sito pieno di informazioni ed è chiaro che non tutti possono visualizzare tutte le informazioni. Così interviene l’algoritmo, una specie di complicatissimo calcolo cervellotico che incrocia miliardi di variabili e fa sì che ognuno di noi, sulla propria bacheca, veda solo cose che gli interessano davvero e lo fanno molto molto felice.

Così, attraverso il suo algoritmo, Facebook sceglie cosa mostrarci dei miliardi di contenuti pubblicati ogni istante dalle persone, le pagine e i gruppi che seguiamo su Facebook.

Ovviamente sono privilegiati i contenuti di persone, pagine, gruppi, con cui interagiamo di più, ma il caro Mark ha voluto fare un ulteriore passo avanti in un percorso che pare punti a ritornare a una dimensione più umana di Facebook, in cui l’utente non viene bombardato da informazioni a caso ma è padrone del proprio destino e sceglie consapevolmente cosa avere in bacheca.

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Come usare Facebook se hai un blog

Non c’è una formula magica. Ci sono fior di professionisti social media qualcosa in giro per tutto il mondo che si spremono le meningi ogni giorno per cercare di capire come ottimizzare l’utilizzo dei social network.

Io vi posso dire cosa faccio – facevo – io.
Il mio blog ha una sua pagina dedicata su Facebook.
E’ una pagina aziendale, ossia un tipo di pagina chiamiamola così “premium” attraverso la quale è possibile avere statistiche più accurate circa le performance dei post che vengono pubblicati e attraverso la quale è possibile sponsorizzare i propri post.

Ciò che facevo sino a non molto tempo fa era pianificare settimanalmente i contenuti da pubblicare sulla mia pagina inserendo post diversi come citazioni, immagini e link a post miei o di altri siti che parlano di libri e cultura.

In questo modo speravo di intrattenere le persone che si ritrovavano sulla pagina di amaranthinemess.it non ammorbandoli solo con contenuti miei ma variando e dando spazio anche a contenuti altrui che potessero alimentare la discussione e il confronto attorno al mondo dei libri.

Ma al caro Zuckerberg questo non piace.

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Cosa cambia col nuovo algoritmo di Facebook

Il nuovo algoritmo di Facebook – da quanto si sa, perché, sappiatelo, quando di parla di algoritmi Facebook è sempre tutto molto top secret – privilegia i contenuti pubblicati da persone o gruppi.

Privilegia le immagini con pochissimo o nessun testo dentro e i video, meglio se brevi.

I link, toglieteveli dalla testa, a maggior ragione se non siete una persona o un gruppo ma siete una pagina.

Quindi capite bene che il mio brillante piano di infarcire la mia pagina di link al mio blog o al blog/sito di qualcun altro va a farsi benedire.

Ma perché penalizzare i link?

E’ un problema di soldi, chiaramente. Lungi da me dire che è tutto un magna magna anche perché Facebook non è certamente un ente di carità. Deve avere un suo ritorno economico e quel ritorno – vabè, oltre a vendere i nostri dati sensibili – è dato dalla pubblicità. Più un utente sta dentro Facebook, più vede la pubblicità di Facebook, più Facebook guadagna soldi. Se io pubblico un link quell’utente probabilmente ci cliccherà su, uscirà da Facebook e bye bye introiti pubblicitari.

Da sempre i link sono stati penalizzati in termini di reach – persone che vengono raggiunte dal contenuto pubblicato – ma quest’ultimo aggiornamento dell’algoritmo di Facebook pare ammazzarli definitivamente.

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Come ripensare il proprio piano editoriale

I grandi espertoni di Facebook consigliano di abbandonare le pagine e migrare in massa sui gruppi e moltissimi publisher – a cui noi blogger, nel nostro piccolo, potremmo essere accomunati – lo stanno già facendo. Personalmente penso che il gruppo non sia lo strumento adeguato per veicolare i miei contenuti.

Il gruppo Facebook, a differenza della pagina, presuppone un gruppo di persone, interessate ad uno stesso tipo di argomenti che si ritrovano tutti insieme in uno spazio virtuale per discuterne.

Faccio parte di moltissimi gruppi su Facebook in cui si parla di Instagram, blogging, Web design e di tutti posso dire che sono un po’ l’evoluzione del forum: ho un problema, una riflessione, una curiosità, vado sul gruppo-forum, scrivo un nuovo post-topic e dico quello che devo dire.

A mio avviso un publisher – ossia un sito che pubblica notizie, di qualsiasi natura esse siano – ha bisogno di uno spazio diverso.

Io non voglio che le persone si uniscano intorno a amaranthinemess.it, io voglio che le persone si uniscano intorno ai libri e alla letteratura.
Credo che creare un gruppo di amaranthinemess.it sarebbe impegnativo per me e per le persone che deciderebbero di partecipare: la pagina di amaranthinemess.it vuole essere un posto per niente impegnativo in cui vai a sbirciare se c’è per caso qualche nuovo contenuto interessante da leggere. Nessun obbligo di partecipazione, nessuna smanceria non richiesta.

Lo scopo di amaranthinemess.it è più quello di aggregatore di contenuti che quella di aggregatore di persone – e da qui fa un po’ capolino la mia anima sociopatica, me ne rendo conto – quindi, ad oggi, penso che non seguirò il consiglio degli esperti e non apirò un gruppo dal nome Le spumeggianti amiche di AmaranthineMess.

A questo punto però è necessario ripensare a:

  • Il tipo di contenti che pubblico: mi piaceva molto pubblicare link presi dai siti che leggo giornalmente, come una sorta di rassegna stampa, attraverso la quale potevo condividere con voi le cose che avevo letto e che avevo trovato interessanti. Adesso non posso più farlo – o meglio, posso farlo ma Facebook farà vedere quei link a 3 persone o giù di lì.
    A questo punto mi chiedo: ha ancora senso spendere del tempo a pianificare i miei contenuti su Facebook? Se potrò solo mostrarvi foto e video lo scopo che avevo dato alla mia pagina cambia del tutto e non so se mi interessa ancora.

 

  • Se non mi interessa far crescere una pagina che non può condividere i contenuti che ritengo interessanti non penso che ci butterò più dei soldi.
    Molti importanti personaggi del jet set hanno già deciso di abbandonare Facebook e a mio avviso non è una decisione del tutto insensata.

A questo punto credo che procederò a tentoni, facendo nuovi test di pubblicazione contenuti e cercando disperatamente un altro social che mi permetta di mostrare alla gente cosa c’è su amaranthinemess.it.

Grazie Mark Zuckerberg, eh, grazie.



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4 thoughts on “Cambia l’algoritmo di Facebook | Cosa cambia per i blogger?”

  1. Ciao, hai sollevato un problema comune a tutti i blogger. È esattente la dinamica in cui mi ritrovo anche io, senza contare le penalizzazioni fatte da facebook in virtú di immagini “pornografiche” che di nudo hanno solo l’arte. Anche io mi ritrovo di fronte alle stesse riflessioni per traslare il pubblico di riferimento su un altro social e sono in un momento di domande e ricerca! Grazie di aver condiviso questo contenuto… Mi ha fatto ricordare che non sono l’unica a dannare su questo social, che forse semplicemente non è quello giusto da utilizzare come riferimento primario! Un caro saluto

  2. Ciao! Io ho abbandonato la pagina FB dopo 5 anni di onorato servizio. Vedere tutto il mio impegno andare in fumo non faceva bene ai miei nervi xD sono migrata su twitter. Il mio è, per l’appunto, un hobby non retribuito, e va bene metterci impegno e serietà (anzi, è necessario) ma trasformarlo in un lavoro vero e proprio, quando ho già un lavoro vero e proprio a cui devolvere tempo ed energie… non mi è sembrato proprio il caso.

  3. Ciao ragazza, mamma mia che post, grazie. Vedi certe cose io nemmeno le sapevo. Ho un blog, pagina, profilo IG, profilo Twitter, ma alla fine non mi sono mai posta grandi problemi (scema io), un po’ per questioni di tempo e un po’ perché mi arrabbio. Certo che questa roba di FB fa arrabbiare un bel po’. Ecco perché nessuno vedeva i link. Solo che è difficile che uno entri sulla pagina di proposito. Cioè capita ovviamente, ma o sono lettori fedeli e devoti, oppure le persone che per passare il tempo scorrono la home si scordano di visitare le singole pagine, anche se reputate belle e interessanti. E quindi? Che bello. Se scopri un altro social ti prego fai un fischio!

  4. Ti capisco, già da diversi mesi ho potuto vedere che brutta piega ha preso Facebook; una cosa che però ho notato è che negli ultimi tempi secondo me l’algoritmo non penalizza più solo le pagine, ma anche i profili personali, almeno questa è la mia impressione. Fondare un gruppo anche secondo me non è buona idea, anche perché li trovo tutti un po’ caotici e poco organizzati 😛 Avevo pensato anch’io a lasciare FB, il problema però è dove andare altrimenti per poter pubblicizzare i propri contenuti, perché è inutile, gran parte del pubblico del blog proviene dai social 🙁

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