Nostalgia di Antonio Prete – Storia di un sentimento

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Prima di iniziare a scrivere questo post su Nostalgia di Antonio Prete edito Raffaello Cortina, ho fatto una breve ricerca per capire cosa la gente cerchi sull’internet in merito alla nostalgia. Ne viene fuori una nuvola di domande inviate all’etere, come: perché ho nostalgia del passato?perché ho nostalgia della mia infanzia? oppure nostalgia per qualcosa che non hai vissuto, nostalgia per i figli che crescono o ancora, la più misteriosa di tutte, nostalgia per Mirko (e mi struggevo già di romanticismo per la triste storia di Mirko e del suo amore nostalgico, salvo poi scoprire che Nostalgia per Mirko è il titolo di una puntata di Kiss me Lycia).


La nostalgia è un sentimento che tutti noi proviamo, più o meno spesso, e che ci riporta a tempi e luoghi andati e irraggiungibili. Abbiamo nostalgia di tempi, luoghi, persone, di abitudini, di noi stessi come eravamo e come non siamo più.

Nostalgia di Antonio Prete realizza una ricerca accurata su questo sentimento misterioso, misto di dolore buono e cattivo, che ci accompagna dall’alba dei tempi. E’ stato chiamato coi nomi più disparati, studiato come malattia, come sentimento individuale e comunitario ed è stato soggetto delle più belle riflessioni della nostra tradizione letteraria.

– TEMPO DI LETTURA 2 MINUTI –

In questo libro Antonio Prete mette insieme un’antologia di testimonianze di natura scientifica o letteraria, e traccia un percorso che parla di nostalgia (stavo per scrivere: traccia un percorso che ci aiuta a comprendere la nostalgia ma forse la nostalgia non la capiremo mai veramente.

Chi è Antonio Prete?

Antonio Prete è uno scrittore, va da sé, ma è anche un critico letterario e, soprattutto, è un comparatista. Scrivo soprattutto perché credo che il motore di Nostalgia – Storia di un sentimento sia appunto la comparazione di testi, interpretazioni, tradizioni diverse.

Le letterature comparate sono un campo di studio che mi affascina moltissimo, e anche io, nel mio piccolo, provo a improvvisarmi comparatista quando cerco di scrivere una riflessione intorno a un libro.

Antonio Prete fra le moltissime opere prodotte durante la sua vita, conta tre o quattro libri dedicati ai sentimenti: alla compassione, alla lontananza, una grammatica dell’interiorità. E’ un percorso davvero affascinante, quello che ha scelto: studiare i sentimenti attraverso ciò che è stato scritto di essi. Ma ancor di più: tracciare un percorso del sentimento che si evolve e cambia attraverso l’uso che la letteratura ne fa.

Non posso che rimanere sbalordita dal potere delle parole mostrato da Prete: la letteratura forgia il sentire, gli dà forma e senso, lo traduce per noi che letterati non siamo.

 Photo by Gemma Evans on Unsplash

La nostalgia ha per oggetto la miseria dell’irreversibile. (Vladimir Jankélévitch)

Il libro è tutto bello e tutto molto ispirante ma le parti che ho preferito sono quelle in cui si mette in evidenza la natura della nostalgia come  sentimento della mancanza del niente. Spesso la nostra nostalgia non è nostalgia di nulla di concreto e reale. Potrebbe essere un concetto incomprensibile, astruso, ma se ci si riflette bene, è esattamente ciò che sentiamo quando sentiamo nostalgia.

Nostalgia – Storia di un sentimento è un’antologia: Antonio Prete raccoglie dieci documenti che parlano di nostalgia e li correda da due suoi scritti, uno introduttivo, l’altro fa da chiosa, passando in rassegna il concetto di nostalgia all’interno delle poetiche dei poeti che più gli stanno a cuore (Leopardi, Baudelaire, Dante, Ungaretti, Caproni, …).

Una comparazione di testi, dunque, come si diceva all’inizio di questo post: la comparazione di punti di vista e interpretazioni affini o estremamente distanti di un unico sentimento, umanissimo, doloroso e alla portata di tutti.

Nostalgia. Storia di un sentimento, (a cura di) Antonio Prete, Raffaello Cortina Editore, 212 pp., 14€

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