Letture estive | Solo libri poco impegnativi?

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Come raccontavo a delle colleghe blogger, è da due mesi che non riesco a rimettermi in sesto con i libri e con il blog e ciò ha avuto un effetto distruttivo sulle mie letture estive.

Non sono state molte, ma non è questo il punto: sono state distratte, incostanti, ho dovuto disturbare addirittura Gabriel Garcìa Marquez per riuscire a mettere un po’ di testa in ciò che stavo leggendo.

Così mi sono chiesta cosa stessi sbagliando: il problema sta forse nella scelta delle letture, troppo impegnative, troppo pesanti? O nella natura stessa dell’attività del leggere che è più intima, invernale, avvolgente?

Non lo so, come sempre, non ho una risposta. Ma in questo post ho provato a fare un po’ di chiarezza fra le mie sempre confuse idee.

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Letture estive: cosa ho letto a luglio

Il mese appena trascorso è un potpourri di letture iniziate e abbandonate, poi riprese e nuovamente abbandonate.

Ho iniziato il mese con uno svogliato alternarsi di Gatti molto speciali di Doris Lessing e Hotel Bellavista della mia amata Colette. Nulla da fare: iniziati, posati, ripresi, mai finiti. Mi aspettano ancora lì sul comodino e io li guardo, sospiro, e mi sento un po’ in colpa.

Ho poi proseguito con Controcorrente di Federico Pace, libro apparentemente poco impegnativo consigliatomi da un’amica. Il libro non è brutto e da un punto di vista molto pratico si presta bene a viaggi e spostamenti perché ogni capitolo è autoconclusivo e tratta del viaggio di qualcuno. Realmente o metaforicamente, in Controcorrente, si viaggia. Però non era neppure lui, non era il libro giusto al momento giusto. Così, letto sino a circa la metà, l’ho abbandonato.

La ragazza con la Leica è stato il primo libro concluso di luglio. Ve ne ho parlato in un post di qualche settimana fa in cui vi dicevo che sono contenta che abbia vinto il Premio Strega 2018 anche se la scrittura non mi ha fatto impazzire e la protagonista mi ha trasmesso un po’ di antipatia epidermica.

Secondo libro portato a termine del mese lui, la meraviglia: un libriccino che si legge in un’ora, Il fascismo eterno di Umberto Eco.
Mai libro fu più entusiasmante e angosciante allo stesso tempo: da un lato Eco riesce ad esaltarti perché nel 1995 raccontava in modo impeccabile cose che dovevano ancora succedere, dall’altro ti angosci perché pensi (ancora una volta) ma che in che paese di merda vivo.

E infine lui. Inizialmente avevo una paura folle. Avevo paura che non mi piacesse, avevo paura che non fosse il momento. Avevo paura che fosse troppo impegnativo e che necessitasse di molta più concentrazione di quanta io possa dedicargliene in questa estate tropicale. E invece no. Il meraviglioso Cent’anni di solitudine del buon Gabo‘ Gabriel Garcìa Marquez (lo so, l’accento della ì è al contrario!) mi tiene compagnia ormai da più di una settimana ma non l’ho mai abbandonato, non mi sono mai fermata. Anche le sere in cui ero troppo stanca o non ero concentrata o avevo altro da fare le mie buone venti pagine le ho lette.

Dopo questo bilancio, non so voi, ma io mi sento di trarre qualche conclusione.

Cosa ho sbagliato con le mie letture estive?

Le letture estive sono affar serio, amici miei, e quest’anno, più di ogni altro anno l’ho capito.

Il primo fattore che mi rende una lettrice così poco attenta, in estate, è certamente il caldo. Io sono una lettrice invernale, una di quelle da plaid e tè bollente, la lettura sotto l’ombrellone non fa per me! Scherzi a parte io soffro davvero moltissimo il caldo: non esistono bustine rinvigorenti o beveroni rigeneranti che tengano, da metà giugno a metà settembre io sono una ameba. Striscio lungo le pareti delle mie giornate e tutte le attività che svolgo le svolgo al minimo delle mie forze. In estate, per me, è tutto un lungo arco sofferente che collega il momento da cui mi alzo dal letto al momento in cui mi rimetto a letto.


Ovviamente la mia attività intellettuale ne risente moltissimo: se d’inverno mi rintano sotto le coperte e passo intere serate a leggere, d’estate mi spiaggio sul letto, accendo il ventilatore a palla, boccheggio all’indirizzo della tv che, pietosa, si accende, e così passano indistintamente le ore. Il libro ce l’averi pure accanto, eh. Basta tirare un po’ su il braccio e potrei anche prenderlo, a volte lo prendo anche però poi il caldo, e ho sete, mi alzo e poi la pipì e mi alzo e poi tutta un’altra serie di disagi generati da questo maledettissimo caldo.

Io ho anche provato a far la figa. Ad inizio luglio io e il consorte abbiamo trascorso un fine settimana in Liguria: sabato mattina, spiaggia, ombrellone, occhiali da sole, protezione 50+ e libro. Solo che prima il bagno, poi ti asciughi, poi prendi un po’ il libro ma c’è caldo, sudi, i bambini corrono e sghignazzano ovunque, e poi un altro bagno, e fatti la doccia, è ora di pranzo e via, del libro, in spiaggia, ne avrò lette sì e no dieci pagine (ed lì che ho abbandonato il povero Controcorrente di Pace).

Quindi? Cosa è andato storto? E’ tutta tutta colpa del caldo?

Forse, o forse no.

Quando penso alle letture estive visualizzo subito un certo tipo di storia e un certo tipo di sensazione.
Una delle letture estive che più mi è piaciuta e più mi ha coinvolta è stato un libro letto la scorsa estate, in giugno, di Tove Jansson dal titolo Il libro dell’estate (ve ne ho parlato in questo post). Un altro libro che mi ha trasmesso più o meno le medesime sensazioni è stato, sempre lo scorso anno, Al mare di Eric De Kuyper (di cui, invece, vi ho parlato in questo post).

Due letture eteree, leggerissime, prose impalpabili, per nulla invadenti, storie molto estive, fresche o assolate, bimbi che corrono nella sabbia o all’ombra di maestosi alberi nordici. Ecco, quelle due, per me, sono state due letture estive e quest’anno cercavo esattamente quello, ma non l’ho trovato.

Quindi forse il mio blocco estivo è stato frutto di un pregiudizio, della volontà di leggere un certo tipo di libro senza però riuscire a trovarlo.

Ma quindi, come spiegarci Cent’anni di solitudine? Possiamo forse immaginare che esistano libri talmente belli che ci sconvolgono i piani ma noi li lasciamo fare, anche un po’ soddisfatti?
A questo punto credo di sì. Credo che forse il problema di tutti quei libri presi e lasciati sia stato che non erano abbastanza belli da concedergli di sconvolgere i miei piani.

Con questo non voglio dire che Colette o Doris Lessing non siano all’altezza di Marquez, eh, lungi da me fare di questi paragoni!

Però Cent’anni di solitudine, per me, per mia personalissima esperienza, è uno di quei libri che ti toglie il fiato. Per libri come questo ammetto delle deroghe alle mie voglie di letture estive. (Perché, diciamocelo, Cent’anni di solitudine non rientra affatto nel mio ideale di letture estive: io voglio la brezza, la leggerezza, il vento, la spuma del mare, a Macondo c’è caldo, sovraffollamento, liti, guerre, fucilazioni e anche una certa promiscuità).

 

Non chiedetemi consigli per le vostre letture estive

A questo punto, dunque, da brava lit-blogger, dovrei trarre delle conclusioni e asserire fermamente cosa è bene leggere in estate e cosa non lo è, ma l’unica conclusione che riesco a trarre da tutto questo è che probabilmente è vero che non siamo noi a scegliere i libri ma sono loro a scegliere noi e che possiamo lanciarci nella più furiosa delle ricerche per scovare proprio il libro che ci va di leggere in quel momento, ma nulla sarà più bello e sconvolgente di un amore inaspettato, un libro che mai avremmo detto avrebbe fatto parte delle nostre letture estive ( o invernali, o natalizie, o primaverili, o quel che è).

Quindi l’unico consiglio che mi va di darvi è: andate e esplorate.

Magari ci sono periodi dell’anno in cui ci è più difficile concentrarci, magari siamo stanchi, sudati, accaldati o infreddoliti e raffreddati o c’è qualcosa, qualsiasi cosa, intorno a noi, che non ci rende lettori al massimo delle nostre forze. Ecco, non fa niente. Leggere è un piacere, è un arricchimento, è un nutrimento, ma dobbiamo farlo solo quando è piacevole, non può essere una costrizione.

Forse ho abbandonato tutti quei libri proprio perché mi sono costretta a leggerli. Forse avrei solo dovuto vivere quei quindici-venti giorni da non lettrice e poi riprendere.

Mi sono ostinata a cercare un libro leggero, poco impegnativo e poi, invece, l’unico che mi ha riportato sulla retta viva è stato una pietra miliare della letteratura mondiale che proprio leggero leggero non è.

Letture estive: i classici sono una buona idea?

Dopo quanto ci siamo detti mi aspetto una domanda da qualcuno di voi. Qualcosa del tipo: ma quindi, in estate, o quando ci si blocca, meglio buttarsi sui classici?

Boh, non so che dirvi ragazzi miei.

Già il concetto di classico m’imbarazza e non poco (cos’è un classico? un libro che tutti leggono e tutti amano? Quindi, che so, Twilight è un classico. Oh Grande Signore di tutti i libri, perdonami perché non so quel che dico!) in più, credo fermamente che non esista un libro consigliabile a tutti, un libro bello per tutti.

Siamo persone, siamo umorali, volubili, nell’arco della nostra vita cambiamo, ci trasformiamo in esseri completamente diversi da ciò che eravamo, quindi come fare a dirvi sì, prendilo, è quello il tuo libro?

Mi è capitato di stilare liste e consigli, di scrivere post su letture natalizie o halloweenesche ma ciò di cui vi parlavo, in realtà, erano sempre libri adatti a me, che piacevano a me, in quel luogo e in quel momento.

Concludo riprendendo quell’unico consiglio: andate e esplorate.

Mettetevi davanti le vostre librerie o le librerie di mamme, nonne, vicine di casa e esplorate. Prendete in mano i libri, leggetene un po’, riponeteli se non vi prendono e non vi catturano, tirateli di nuovo fuori se dopo un po’ vi vien voglia di saperne ancora un po’.

Secondo me così facendo lo troverete, troverete quel libro che vi svolterà l’estate 🙂

amaranthinemess.it


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Un pensiero riguardo “Letture estive | Solo libri poco impegnativi?

  • 8 agosto 2018 in 20:44
    Permalink

    Io leggo tutto l’anno e in questo periodo sto leggendo due libri che non si possono definire “leggeri” ma uno mi sta appassionando molto perché ha una bella storia. Lessi tanti anni fa Cent’anni di solitudine faticando molto per finirlo ma non lascio mai i libri a metà.

    Risposta

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