Graphic novel | Non sei mica il mondo di Raphaël Geffray

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Qualche mese fa Tunué mi ha inviato questa bellissima* graphic novel: Non sei mica il mondo di Raphaël Geffray.

La graphic novel l’ho letta quasi subito ma ci ho messo un po’ a buttar giù qualcosa in merito.

Non sei mica il mondo è una graphic novel che definirei cupa, a tratti claustrofobica: il protagonista, Bené è un bambino di otto anni che sotto moltissimi aspetti potrebbe essere definito un outsider. Bené non è un bambino che va bene a scuola. La storia inizia con Bené e la sua mamma che arrivano a scuola – in una scuola – e cercano l’ufficio della preside che li accoglie chiedendo è qui per iscrivere Bené?

Da questo si deduce che Bené stia cambiando scuola e ciò che si leggerà di lì a poco farà anche capire perché: Bené è un bambino che non riesce a socializzare con gli altri, molto rabbioso e chiuso in se stesso, che, purtroppo, nella sua vita non ha incontrato molta gente disposta a dargli una chance.

Anche sua madre, una ragazza molto giovane e casinista, sembra non aver il tempo, la voglia o i mezzi per capire Bené. Bené è un bambino che si comporta male, e questo basta.

non sei mica il mondo raphael geffray

Una graphic novel come romanzo di formazione?

Non sei mica il mondo è una graphic novel che non segue uno schema canonico di narrazione. Direi piuttosto che è una narrazione realista, un tranche de vie che ci viene piazzato davanti agli occhi, è solo un frammento di una storia che ha inizio altrove e finirà altrove. Raphaël Geffray decide di raccontarci l’inizio di questa nuova avventura per Bené, in una nuova scuola, e del suo incontro con un’insegnante che riesce ad andare oltre il comportarsi male di Bené.

Ciò che rende assolutamente realistica questa storia è proprio il fatto che manchi di un finale, ancor più di un finale lieto: per un bambino come Bené aprirsi a qualcuno, iniziare a fidarsi è un percorso lunghissimo e molto difficile, non avviene certo in un giorno.

Così Raphaël Geffray decide di non raccontarci nulla di fantasioso: avvia quello che potrebbe essere un cambiamento radicale nella vita di Bené – l’incontro con una persona che, finalmente, si chiede quale sia il motivo che lo spinga a comportarsi in questo modo e cerca delle soluzioni – ma lascia al lettore il compito di immaginare la fine della storia.

Per questo lo definirei una graphic novel di formazione sì, ma in fieri, nel senso che Raphaël Geffray lancia solo la palla, siamo noi lettori ad immaginare dove poi vada a cadere.

Così, istintivamente, ho immaginato che l’incontro con la nuova insegnante possa aver cambiato radicalmente il modo in cui Bené vede il mondo. Ciò non significa che Bené è un bambino nuovo e che da domani tutto sarà stupendo: la strada che Bené ha davanti è difficilissima e, di certo, non sarà il solo aiuto della sua maestra a renderlo meno outsider.

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Una graphic novel come contestazione?

Non sei mica il mondo ha il doppio merito di presentare una realtà psicologica e sociale molto diffusa e al contempo di intavolare una critica molto lucida sul modo in cui la scuola riesce a gestire questo tipo di disagio.

Bené ha un problema di rabbia e uno di fiducia verso il mondo esterno. Il suo rapporto con la maestra, seppur importantissimo e positivo non è mai declinato con atteggiamenti affettuosi o sereni. Anche questa svolta della sua vita lui la vive con rabbia e con diffidenza, si affeziona morbosamente, viene deluso e ferito da un nonnulla.

Credo siano sentimenti difficilissimi da comprendere e da comprendere tutti insieme e Raphaël Geffray riesce a descriverli visivamente in modo nervoso e incisivo, a far vivere quella rabbia in prima persona, col suo tratto tremolante e soffuso.

 

Non sei mica il mondo
Raphaël Geffray

ed.Tunué
pag. 189
16€
4/5 su Goodreads

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*Ho trovato un interessantissimo post dell’Accademia della Crusca su quale sia il genere corretto da attribuire a graphic novel: il o la? Se vi interessa lo trovate qui.

DISCLAIM: Questa graphic novel mi è stata inviata gratuitamente da Tunué


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