Come gestire le letture arretrate

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Avanti, non abbiate vergogna. Voi quanti ne avete?
Quanti ne avete lì impilati, accumulati, accatastati, ad aspettarvi? Quanti ce ne sono lì in quell’angolo e poi in quell’altro e lì sul tavolo e poi ancora sul comodino?

Tanti, non è vero?
E quante volte è già successo che, in libreria, preso in mano un libro che vorreste leggere vi viene quello strano senso di deja vu e vi chiedete ma questo libro, ce l’ho o non ce l’ho?

Tranquilli, siamo tutti nella stessa barca.
Così ho pensato di condividere con voi la mia immensa saggezza (calmi, calmi, è sarcastico) e di scrivere un post, questo, in cui vi dico quali sono i metodi che adotto per gestire le letture arretrate e non dimenticare mai neppure un libro.

gestire le letture arretrate

– TEMPO DI LETTURA 3 MINUTI –

Come gestire le letture arretrate: il banalissimo ma efficacissimo metodo dello scaffale

Tutti i nuovi libri che compro, li metto su uno scaffale. Conto di leggerli tutti prima che lo scaffale crolli, ma, scherzi a parte, sapere che tutti gli ultimi acquisti (o più in generale, tutte le letture arretrate) sono concentrati in un unico posto aiuta.

Potete dedicare un ripiano della libreria, una mensola, un comodino, un angolo della scrivania, se siete messi proprio male va bene un’intera sezione della vostra libreria, l’importante è che tutte le letture arretrate stiano insieme.

L’idea è che, quando finite di leggere un libro e dovete scegliere il successivo, possiate immergervi in tutte le vostre letture arretrate e da lì scegliere. Ovviamente, una volta letto, il libro va riposto lontano dall’area 51 dei libri ancora non letti, ché altrimenti facciamo confusione.

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Photo by Tom Hermans on Unsplash

Avere un’intera sezione dedicata ai libri non ancora letti, è come avere una sorta di purgatorio personale, uno spazio di attesa dopo il quale il libro verrà assunto alle più alte sfere dei nostri ripiani oppure verrà ceduto a terzi, rivenduto, messo in basso proprio in basso dove nessuno può vederlo.

Che la vostra libreria sia organizzata per generi, autori, case editrici, colori di copertina (e un giorno, giuro, parleremo anche di come organizzare la libreria), non è male tenere tutti insieme i libri non ancora letti e poi, una volta letti, classificarli riponendoli nella sezione che più gli si addice.



Finché non ho adottato il metodo dello scaffale, tutte le mie letture arretrate erano sparse per la libreria, col risultato che spesso dimenticavo di aver comprato un determinato libro (però giuro, non è mai successo che comprassi un doppione!) e che, dopo anni dall’acquisto, passando davanti la libreria, scoprissi per caso di avercelo e di non averlo ancora mai letto.

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Photo by Radu Marcusu on Unsplash

Gestire le letture arretrate: se il metodo dello scaffale non basta, ricorriamo alle maniere forti

Se la segregazione fisica e coercitiva del libro non ancora letto non dovesse ancora funzionare per gestire le letture arretrate, vi consiglio di ricorrere alle maniere forti, ovvero: scrivere.

La mia docente di inglese del liceo, una volta, ci insegnò quello che denomineremo metodo della rubrica: lì serviva per ricordare le nuove parole inglesi imparate e non bisognava far altro che prendere una rubrica (sì, proprio quella per i numeri di telefono) e scrivere nelle varie pagine, e quindi in ordine alfabetico, tutte le nuove parole che andavamo scoprendo. Ne veniva fuori un dizionario delle parole nuove che era davvero molto molto utile.

Come organizzare le letture arretrate leggi anche organizzare il blog

Ma io voglio portare il metodo della rubrica al livello successivo, amici miei. Per cui vi dico prendete una rubrica e scrivete, in ordine alfabetico (per autore o titolo che sia) tutti i libri che avete in casa e che non avete ancora letto. Vi ho stupiti, eh?

[Se il metodo della rubrica vi interessa e vorreste applicarlo, ho creato per voi una bellissima rubrica da stampare e riempire con le vostre letture arretrate. Vi basterà iscrivervi alla newsletter di amaranthinemess.it e riceverete il pdf. Ovviamente è tutto gratuito, è un regalo!]

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Questa foto è stata scaricata da Pixabay.com

Il metodo della rubrica può sembrare un po’ pazzerello, ma aiuta a tenere insieme non solo i libri, fisicamente, ma anche altre informazioni che possono esservi utili al momento di scegliere quale sarà la lettura successiva.

Due fattori determinanti, almeno per me, sono il genere di lettura e il numero di pagine. Ci sono momenti in cui mi va di leggere saggi e non narrativa o momenti in cui preferisco fare tante letture brevi e non una unica ma molto lunga: così appuntarmi anche il genere e il numero di pagine mi aiuta a scegliere quale libro leggere.

scarica gratis la rubrica per tenere in ordine le letture arretrate

Lo so che sembra tutto un metodo maniacale ma è pensato (e in continuo miglioramento) per evitare di perder tempo: una vita non basta per leggere tutti i libri che sono stati scritti, credo l’abbia detto qualcuno di famoso ed è vero, serve organizzazione per sfruttare al massimo il nostro tempo da dedicare alla lettura (e se sei d’accordo con me ti suggerisco di leggere anche il post in cui mi interrogo su quale sia il metodo migliore per conciliare la lettura e le attività quotidiane).

Oltre il metodo della rubrica: sicuri di voler passare al livello successivo?

Dopo questo so che cambierete completamente opinione su di me. Che l’idea di calma, pacata giovane donna che vi eravate sicuramente fatti della sottoscritta svanirà del tutto, ma devo farlo, devo farlo per un bene superiore: gestire le letture arretrate!

Ecco, l’evoluzione ossessivo-compulsiva del metodo della rubrica è il metodo fogli di Google. Perché il metodo della rubrica è perfetto, ma gli manca qualcosa. Gli manca l’intelligenza.

Se invece di scriverli manualmente dentro una rubrica, i titoli dei vostri libri li scrivete dentro un Google sheets potrete creare un vero e proprio database da gestire in base a casa editrice, numero delle pagine, autore, genere e chi più ne ha più ne metta!

Devo avvertirvi, io sono una fanatica dei Google sheets. Gran parte delle cose della mia vita sono gestite tramite un Google sheets (tutti i contenuti del blog e dei social, le spese mensili, la mia dieta…).

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Per chi non avesse dimestichezza con i Google sheest, sappiate che sono delle immense tabelle del tutto personalizzabili. Ma non sono solo tabelle (ché, a questo punto, ci tenevamo la rubrica) no, loro hanno in più la magia!

All’interno di una tabella creata su Google sheets è possibile applicare i cosiddetti filtri e quindi filtrare l’enorme elenco di letture arretrate che avrete inserito, per genere, autore, numero di pagine o per qualsiasi altra informazione presente all’interno della tabella.



Capisco che se il metodo della rubrica poteva sembrare un po’ pazzerello, il metodo dei fogli di Google può sembrare totalmente fuori di testa, ma vi assicuro che è molto funzionale: ogni volta che devo scegliere una lettura (e sempre dopo aver dato uno sguardo al mio bellissimo scaffale delle letture arretrate), apro il mio Google sheets e scelgo.

Ovviamente la pazzia di questi tre metodi è direttamente proporzionale al numero di letture arretrate da gestire: se ne avete poche, il solo raggruppamento fisico sarà sufficiente, se ne dovete gestire molte, o se, come me, dovete gestire le vostre letture sia per diletto che per per portare avanti un blog sui libri, allora il metodo della rubrica e quello dei fogli di Google potrebbero fare al caso vostro.




DISCLAIM

  • La foto di copertina è di Christin Hume su Unsplash
  • Questo post non è stato sponsorizzato da Google sheet. E neanche da Google shit.


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2 Risposte a “Come gestire le letture arretrate”

  1. Interessante il metodo “Google sheets”… in effetti dà la possibilità di restringere i campi, non ci avevo mai pensato.

    Io come metodo per tenere sotto controllo i libri da leggere mi limito a Goodreads, dove ripongo i titoli acquistati ma non ancora letti nella categoria “tbr”. Comodo e rapido, anche se a differenza dei Google Sheets non permette di filtrare in base a qualche criterio.

  2. Barbara Palermo dice: Rispondi

    Lo scaffale è un’idea davvero utile per i miei (troppi) libri ancora non letti. Poi mi sono entusiasmata con l’idea della rubrica e poi… spero approfondirai il metodo “Google sheest” in un prossimo post, io sarò qui a leggerti!!

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